PROGETTO

IL BAMBINO CHE CI ASPETTA”

 

CENTRO PER L’INFORMAZIONE E

LA PREPARAZIONE ALL’ADOZIONE

 

E.C.A.D. 14 – ALTO VASTESE

Comune di Monteodorisio

Via Vittorio Emanuele IIIᵒ, 1, 66050 Monteodorisio CH 

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IL PERCORSO DELL’ADOZIONE

INTERNAZIONALE e GLI ATTORI

 

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CONVENZIONE DELL'AJA ( maggio 1993)

Stabilisce i principi fondamentali dell’Adozione Internazionale nell'ottica del superiore interesse del minore:

  • l'Italia ha ratificato la Convenzione dell’Aja con la legge 31 dicembre 1998 n.476, le cui norme hanno modificato anche la legge 4 maggio 1983 n.184 e regolano ora la procedura di adozione internazionale;

  • l'adozione avviene nell'esclusivo interesse del minore;

  • lo spirito della Convenzione e della legge italiana si basa sul principio di sussidiarietà dell'adozione internazionale: l'adozione deve, cioè, essere l'ultima strada da percorrere per realizzare l’interesse di un bambino, laddove non ci sia stata la possibilità di aiutarlo all'interno della famiglia di origine (ove vi sia) e del proprio paese di origine, mediante l’adozione nazionale;

  • tra gli Stati deve essere instaurato un sistema di cooperazione per assicurare al minore il rispetto dei suoi diritti.

LE INNOVAZIONI

  1. sulla base dei principi stabiliti dalla Convenzione de L'Aja, le coppie presentano al Tribunale per i Minorenni competente per territorio la propria “disponibilità all'adozione”, mettendosi a disposizione dell'eventuale bisogno dei bambini; per l'adozione nazionale invece si presenta una “domanda” di adozione;

  2. la coppia deve essere coniugata da tre anni, oppure raggiungere tale periodo sommando gli anni di matrimonio con quelli di un’eventuale convivenza, purché dimostrabile;

  3. tra adottato e adottandi dev’esserci una differenza di età minima di 18 anni e massimo di 45 per uno dei due coniugi, di 55 per l'altro, con possibilità di deroghe qualora sia nell'interesse del/dei minore/i; per calcolare la differenza di età fra il bambino e la coppia viene considerata l'età del coniuge più giovane;

  4. il decreto di idoneità all'adozione internazionale non ha più scadenza, a condizione che la coppia affidi il mandato ad un Ente autorizzato entro un anno dalla notifica;

  5. se lo Stato di provenienza del minore ha ratificato la Convenzione dell'Aia oppure il provvedimento è emesso da un'Autorità Giuridica, al rientro in Italia l'adozione è giù definitiva ed il Tribunale per i Minorenni, dopo un ulteriore controllo di regolarità, ordina la trascrizione del provvedimento della competente Autorità Straniera nei registri di Stato Civile;

  6. la coppia delega all’Ente autorizzato prescelto ed accreditato presso la CAI lo svolgimento di tutte le procedure necessarie nel paese straniero per realizzare l'adozione;

  7. la Commissione per le Adozioni Internazionali (CAI) ha competenze che vanno dal controllo sulle procedure di adozione svolte all'estero, alla collaborazione con le Autorità Centrali degli stati esteri, alla verifica dei requisiti degli Entri autorizzati fino al controllo della documentazione necessaria per definire la procedura di adozione e autorizzare l'ingresso in Italia del minore.

 

LE PROCEDURE E I TEMPI

PROCEDURE FACOLTATIVE:

1. Colloqui informativi presso il Centro Adozioni dell’ECAD;

2. Partecipazione al Corso di Preparazione: “Primi passi verso l’Adozione”;

3. Partecipazione ad iniziative di informazione, sensibilizzazione e formazione promosse dall’ECAD.

 

PROCEDURE OBBLIGATORIE:

1. Domanda – Dichiarazione di disponibilità al Tribunale per i Minorenni competente per residenza, corredata dalla documentazione richiesta. Il Tribunale, entro 15 giorni dal ricevimento, invia la pratica agli operatori competenti per residenza della coppia;

2. Colloqui con gli operatori del territorio (che entro 4 mesi devono inviare al Tribunale per

i Minorenni la relazione) e con un Giudice non togato del Tribunale per i Minorenni per la valutazione. Nel primo incontro con gli operatori del territorio, viene comunicata la data dell'incontro con il Giudice (nel caso di disponibilità all'adozione internazionale);

3. In caso venga fatta domanda esclusivamente di adozione nazionale, l'idoneità non verrà comunicata, valendo il principio del silenzio/assenso, ed avrà validità per 3 anni. Non esiste una graduatoria, è compito del Tribunale per i Minorenni valutare, fra le coppie idonee, quella che ritiene avere i requisisti adatti a favorire il miglior incontro con un bambino specifico;

4. In caso di disponibilità all'adozione internazionale, il decreto è invece indispensabile per

proseguire l'iter adottivo;

5. A far data dalla notifica del decreto di idoneità, la coppia ha 1 anno di tempo per conferire il mandato ad un Ente Autorizzato. Questo è l'unico periodo che può essere controllato dalla coppia e ridotto al massimo. L'Ente inizia con la coppia un percorso a partire dalla informazioni sul/i paese/i d'origine, proseguendo con il disbrigo delle pratiche per lo stato estero e la collazione del dossier completo, che dovrà essere trasmesso alla Commissione per le Adozioni Internazionali, fino all'ingresso del bambino in Italia. Non è possibile quantificare il tempo dal momento del mandato in poi, dato che è lo stato di origine dei bambini a decidere tempi, modi e tipologie di famiglie, sulla base delle necessità e delle caratteristiche dei minori in stato di adottabilità nel Paese. Alcune Autorità straniere chiedono relazioni integrative ai servizi anche dopo l'anno previsto dalla normativa nazionale. La traduzione di tutta la documentazione e le autenticazioni presso gli uffici consolari del paese di destinazione della coppia sono attività a carico degli Enti Autorizzati;

6. Dopo l'arrivo del minore in Italia, l'Ente Autorizzato che ha curato l’adozione è tenuto a trasmettere all'Autorità straniera periodiche relazioni sull'andamento post adottivo, per un arco di tempo variabile, definito da ogni singolo stato di origine del minore.

 

 

STRUTTURE ED ATTORI

1. CENTRO ADOZIONE

L’E.C.A.D. 14 – ALTO VASTESE ha creato, sul proprio territorio, presso gli uffici del Comune di Monteodorisio, un Centro per l'Adozione, dove le aspiranti coppie adottive possono trovare personale qualificato con cui confrontarsi, attraverso colloqui individuali, incontri informativi, eventi seminariali ed incontri con Enti Autorizzati e/o famiglie adottive.

Gli incontri verranno tenuti da una mediatrice, da una psicoterapeuta e da un’assistente sociale e avranno lo scopo di fornire alle coppie informazioni circa la normativa, il percorso, i tempi e le caratteristiche dei bambini in stato di adottabilità.

All’arrivo del minore in Italia, il Centro Adozione, mediante il suo personale, sarà disponibile ad affiancare la famiglia e supportarla nella creazione di relazioni forti e valide ed in ogni fase di inserimento del minore nei diversi contesti di accoglienza.

 

2. TRIBUNALE PER I MINORENNI

  • Il Tribunale riceve la disponibilità all'adozione e trasmette agli operatori competenti per territorio una richiesta di relazione;

  • un Giudice non togato, una volta conclusi gli incontri con gli operatori del territorio, incontra la coppia e redige un verbale del colloquio. Il verbale potrà essere riletto ed eventualmente integrato con precisazioni ed ulteriori informazioni; verrà, infine, sottoscritto dalla coppia;

  • i Giudici, in Camera di Consiglio, avvalendosi delle relazioni dei Servizi e del verbale del Giudice non togato, predispongono il decreto (in caso di adozione internazionale). In caso di esito negativo, la coppia può presentare il ricorso in Corte di Appello; altrimenti, un eventuale diniego può divenire momento di ulteriore riflessione sulle motivazioni all’adozione che può aprirsi ad una rielaborazione con i Servizi del territorio; la coppia può quindi decidere successivamente di fermarsi o inoltrare una nuova richiesta di disponibilità;

  • una volta che il minore adottato all’estero rientra in Italia, il Tribunale verifica la regolarità del procedimento adottivo e ordina la trascrizione del provvedimento dell’Autorità Straniera nei registri del Servizio Civile.

 

3. SERVIZI TERRITORIALI

  • Su mandato del Tribunale per i Minorenni, un’Assistente Sociale e uno Psicologo procedono ad incontri con la coppia, al fine di predisporre una relazione il più possibile esaustiva di valutazione delle competenze genitoriali;

  • dopo l'arrivo del minore, i Servizi sono disponibili a collaborare con la famiglia per favorire l'inserimento del minore nel contesto sociale e ad affrontare le eventuali difficoltà che potrebbero sorgere. Collaborano anche con gli Enti Autorizzati per la stesura delle relazioni post adottive richieste dagli Stati di origine del minore adottato.

4. ENTI AUTORIZZATI

  • Forniscono informazioni sulle normative in vigore presso i Paesi stranieri con cui lavorano e sulle caratteristiche dei bambini che presso quei paesi si trovano in stato di adottabilità;

  • predispongono un affiancamento psicologico durante il percorso;

  • si occupano del disbrigo delle pratiche richieste dalle Autorità locali e della collazione del dossier completo richiesto dalla Commissione per le Adozioni Internazionali, fino all'ingresso del bambino adottato in Italia;

  • forniscono assistenza integrale alla coppia sul paese estero di adozione.

 

5. COMMISSIONE PER LE ADOZIONI INTERNAZIONALI

È l'Autorità Centrale Italiana referente generale per le adozioni con gli Stati esteri ed ha vari settori di competenza:

  • verifica la regolarità del procedimento di adozione internazionale;

  • autorizza e controlla gli Enti Autorizzati;

  • predispone gli accordi con i paesi di provenienza dei minori;

  • promuove i principi di solidarietà;

  • favorisce la collaborazione interistituzionale e con il privato sociale e tra quanti operano nel settore delle adozioni internazionali;

  • promuove la formazione e l’aggiornamento delle competenze degli operatori dell’adozione.

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